IL BIANCONIGLIO OCCUPA SAPIENZA/INNOVAZIONE CONTRO IL G8 DELLA CRSI

Circa cinquanta studenti e precari hanno occupato gli uffici di SapienzaInnovazione, all’interno della "mappa della crisi" in svolgimento in tutta la città in contemporanea all’inizio del g8 all’aquila.

Gli studenti ed i precari, all’interno della campagna "follow the white rabbit", indossavano maschere da coniglio – rappresentando la ribellione del Bianconiglio, stanco di subire tempi di vita impossibile e tentare di assecondare i desideri folli delle tante regine di cuori e determinato a riprendere spazi, tempi, desideri.

E’ stato esposto uno striscione di otto metri con scritto "i nostri tempi sono incompatibili alla vostra precarietà", denunciando il ruolo del consorzio SapienzaInnovazione (nel quale partecipa, fra l’altro, la "banca armata" UniCredit) nella privatizzazione del sistema universitario e della ricerca e nella diffusione della precarietà fra i giovani.

Sono state poi realizzate diverse scritte con la bomboletta spray sul muro dell’edificio, in viale regina elena di fronte alla città universitaria, con gli slogan "liberi tutti, da torino a roma" per
denunciare la gravissima operazione avviata dalla Procura di Torino nei
giorni scorsi e gli arresti di ieri degli studenti e degli attivisti
che, partendo dalla facoltà di architettura di roma tre, stavano
manifestando contro il g8.

Dopo l’accensione di diversi fumogeni, la occupazione degli uffici è stata interrotta e l’ingresso dell’edificio è stato simbolicamente chiuso, con nastro adesivo e nastro biancorosso.

Abbiamo voluto così portare le gabbie ed i recinti, con
i quali stanno tentando di contenere la nostra voglia di vivere e la
nostra rabbia, in uno dei luoghi
responsabili della crisi e della nostra precarietà.

Gabbie e recinti, espropri, militarizzazione, sono infatti la cifra della "gestione della crisi" da parte delle istituzioni.
 

E’ il territorio d’Abruzzo controllato dall’esercito.
Sono le tendopoli nelle quali è vietato "parlare in piu’ di tre di fatti d’attualità".
E’
la città di Torino ed in particolare il popolare quartiere di
espropriata ai cittadini ed agli studenti per tentare di garantire lo
svolgimento di un illegittimo vertice internazionale dei rettori.
E’ la città di Roma, in questi giorni, dove si vorrebbero recintare (in
senso letterale, basti pensare alle "grate mobili") i manifestanti e
dove interi pezzi di città vengono chiusi per assecondare i comodi dei
governanti, come accaduto per Villa Pamphili in occasione del circo
allestito da Gheddafi
E’ il tentativo di togliere una parte di Vicenza ai vicentini, è il
tentativo di rubare la terra ai valsusini schierando le forze
dell’ordine.
E’
la città universitaria contornata dai reparti antisommossa e da
incredibili "tornelli" allestiti proprio per la visita di Gheddafi o in
occasione del tentativo di impedire agli studenti e le studentesse di
muoversi in corteo

 
Sono gli arresti dei nostri compagni e fratelli in queste ore.
 
 
 
Per questo, al termine dell’azione, il gruppo di precari e studenti si è recato in piazzale aldo moro ed ha scritto, all’ingresso della città universitaria:

"da torino a roma, voi sequestrate corpi e città – noi liberiamo spazi e tempi – liberi tutti subito"

Il Bianconiglio da torino  si è ribellato. Segui il Bianconiglio.

Nessun recinto potrà fermarci.
Abbiamo iniziato a riprenderci tutto.

Liberi tutti. Liberi subito.


co.m.uni.a – cospirazione metropolitana per l’università autogestita (sapienzainonda)
 
           
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VOLANTINO DELL’AZIONE DI OGGI

Oggi
il Bianconiglio mappa la crisi e traccia il sentiero invisibile che
connette il corpo baronale alla testa finanziaria di quest’università
marcescente.

 

Qualche
giorno fa abbiamo lanciato un appello urgente. Il Bianconiglio era
scomparso. Dopo una vita segnata dal correre dietro a mansioni che non
capiva, rinchiuso in una tabella di marcia impossibile, affannato ed
esausto, costretto ad assecondare le volontà della Regina di Cuori, era
infine scomparso. Le ultime notizie lo davano intento a sfasciare il
suo orologio troppo veloce e fuori tempo con la vita.

 

Student* e precar* hanno risposto all’appello.

 

Nei
mesi d’autunno passati nelle facoltà occupate dall’Onda abbiamo
imparato a conoscere lo spazio universitario, a leggerne i segni, a
rintracciare i sentieri che lo attraversano e le possibili e
immaginifiche vie di fuga. Abbiamo imparato che si può piegare ai
nostri desideri se liberato dalla rappresentazione che ne da chi lo
governa.

E non lo abbiamo più dimenticato.

Per questo ognuno di noi non è stato colto dì sorpresa, ha avvistato il Bianconiglio e l’ha seguito.

 

L’orologio
del controllo batte i suoi tempi. Arresti nella notte tra il 5 e il 6
per gli scontri del g8 di Torino. Rastrellamenti, fermi ed arresti
nella giornata dell’accoglienza a Roma. È anche questo l’orologio che
vogliamo bruciare insieme al Bianconiglio. L’orologio del controllo,
l’orologio della produzione diffusa e precaria, battono tempi che non
ci appartengono e che rifiutiamo.

 

Nulla
è come appare nel regno della finzione di Frati e della sua cricca. Per
questo abbiamo scelto nei giorni di questo inaccettabile g8 di seguire
il Bianconiglio e segnare sulla mappa della crisi due luoghi simbolo
della Sapienza in crisi.

 

Siamo
partiti dal Policlinico Umberto I, feudo della Regina di Cuori Frati. È
il cuore da cui emana tutto il suo potere, fatto di intrallazzi mafiosi
e concessioni feudali. Queste mura sono le macerie fumanti di
un’università in crisi perenne, testimonianza di un passato che non
passa mai, di un’università in agonia che non vuole decidersi a morire,
gestita e governata da vecchi che non vogliono decidersi a morire.

E
siamo andati ad occupare il Consorzio Sapienza Innovazione,
l’interfaccia tutt’altro che trasparente tra l’università e la
produzione capitalista gestita dalle geniali menti che hanno generato
la crisi.

L’insostenibile alleanza tra la Sapienza e la banca Unicredit.  La
testa finanziaria che, piegando alla logica del profitto e
all’illusione di sviluppo le aspirazioni, le conoscenze, i desideri e
le intelligenze di studenti e ricercatori, dovrebbe disegnare il futuro
mercatista della Sapienza globalizzata. Un futuro che è fatto di
finanziarizzazione della ricerca, di privatizzazione dei saperi e di
crescente precarietà per studenti e ricercatori.

Un futuro che è già passato e ipoteca sul presente.

 

Non
vogliamo più accettare di vivere in una finzione architettata in questi
oscuri uffici e che disegna luoghi e detta tempi con cui siamo
incompatibili.

 

È
questa finzione che richiede la militarizzazione dello spazio
universitario, così come la finzione di Berlusconi e del suo g8 ha
richiesto la militarizzazione de l’Aquila e delle sue tendopoli, di
Roma e delle sue strade.

Una
militarizzazione, quella alla Sapienza, evidente e mediatica in
giornate particolari come abbiamo avuto modo di sperimentare l’11
giugno in occasione della visita del Colonnello al Barone, ma che
agisce quotidianamente ed immediatamente regolando e controllando la
vita di studenti, ricercatori e precari che vivono e animano
l’università e la metropoli. Ci sarà forse una connessione tra il fatto
che il Colonnello è tra i maggiori azionisti salvatori di Unicredit e
il fatto che quando è stato invitato dal Barone Frati ci siamo
ritrovati ingabbiati in una foresta di transenne, blindati e
poliziotti-robocop?

Perché
la crisi da una parte e l’Onda dall’altra hanno rischiato di scoprire i
giochi e di fare urlare a qualcuno "il re è nudo", il controllo s’è
fatto più stringente, la gestione della vita di studenti, ricercatori e
precari più asfissiante.

 

Ma
le storie del Brucaliffo Frati non ci incantano e noi continuiamo a
seguire il Bianconiglio svelando inganni ed aprendo gli occhi nelle
realtà che attraversiamo, contro chi ci ruba il tempo. Come Neo alla
scopertà della realtà, come Alice addormentata e curiosa.

 

 

Alla scoperta di una università in crisi dietro le finzioni dei Frati.

Alla scoperta di una università autogestita e meravigliosa.

 

Continuiamo a creare gli spazi della nostra autonomia e della nostra autogestione.

 

Liber* Tutt*

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2° avvistamento del bianconiglio >> sanlorenzo!

"IO L’HO VISTO!!!"

**avvistato il bianconiglio a San Lorenzo a Roma **

Nella notte del 4 luglio, dopo la sua apparizione a trieste il bianconiglio è stato avvistato nella "piazzetta" (s.marialiberatrice) di San Lorenzo a Roma. Seguito da una ventina di altri conigli bianchi, radunati chissà in quale luogo del paese delle meraviglie.

Forse ubriaco, correva da una parte all’altra e svicolava l’imponente e ridicolo presidio dei vigili urbani, che in gran numero presidiavano il centro della vita notturna a San Lorenzo tentando, peraltro con scarso successo, di riportare la socialità del quartiere all’interno delle norme decretate dal sindaco Alemanno.

Insofferenti per questa presenza sgradita, i bianconigli si sono ripresi un muro nella piazza presidiata, sul quale come per incanto è apparso uno striscione con scritto 
 
"contro il g8…follow the WHITE RABBIT!  riprendiamoci il tempo! — con Carlo nel cuore" 

Gli stressati coniglietti, non contenti di averla fatta in barba ai solerti vigili, hanno iniziato a bruciare i loro orologizompettando di qua e di là ed urlando a squarciagola (grazie anche ad un megafono raccattato chissà dove) che da oggi tutti ci saremmo ripresi il tempo, gli spazi, la città, il futuro.  

Alla faccia delle banche, della regina di Cuori e di tutti i presunti grandi della terra.

Infine, mentre le camionette dell’ Ama tentavano maldestramente di scacciare a suon di acqua e spazzoloni tutta la vita di quella piazza, l’orda di bianconigli si è dileguata tra le vie.


Il bianconiglio, ed i suoi seguaci, hanno colpito ancora.

Ecco le esclusive foto che accertano l’avvistamento


http://comunia.noblogs.org/gallery/5598/P6230339.JPG

http://comunia.noblogs.org/gallery/5598/133093-P6230348.JPG

http://comunia.noblogs.org/gallery/5598/133092-P6230346.JPG

http://comunia.noblogs.org/gallery/5598/133091-P6230350.JPG

http://comunia.noblogs.org/gallery/5598/133090-P6230333.JPG

http://comunia.noblogs.org/gallery/5598/133089-P6230318.JPG

http://comunia.noblogs.org/gallery/5598/P6230348.JPG


Invitiamo tutte e tutti a continuare le segnalazioni in caso di avvistamento

"dov’è finito il bianconiglio?!"appello urgente

contro il g8 della crisi >> FOLLOW THE WHITE RABBIT!*

co.m.uni.a. —- cospirazione metropolitana per l’università autogestita (SapienzainOnda)

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AVVISTATO IL BIANCONIGLIO A SANLORENZO!

striscione

lo striscione apparso in piazzetta

 

svegliabrucia

 

la sveglia bruciata dal bianconiglio

 

bianconigli

 i bianconigli

 

 nebbia

la nebbia nella quale i bianconigli sono spariti

 

FOLLOW THE WHITE RABBIT! 

  

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Appello urgente: dove è il bianconiglio?

Nessunosa piu’ dov’è.

Dopo una vita segnata a correre dietro amansioni che non capiva, rinchiuso in una tabella di marciaimpossibile, affannato ed esausto, costretto ad assecondare levolontà della Regina di Cuori, è infine scomparso.

IlBianconiglio, forse impazzito o forse ribelle (o forse entrambe), èdisperso. Gli ultimi avvistamenti lo raccontano intento a distruggereil suo orologio gridando la sua ormai celebre affermazione.

E’tardi. E’ tardi ormai.
Esame, lavoro, affitto, esonero,part-time, esame, callcenter, rinnovo, credito, esame.
E’ tardi,E’ tardi ormai.

Anche noi precari siamo in ritardo perenne suuna tabella di marcia in cui altri ci hanno costretto. Senza badareai luoghi che attraversiamo ci affanniamo ad inseguire un futuro chenon c’è, divorato dalla crisi, da uno sviluppo cannibale e dallabramosia di una losca e vecchia cricca.

Come il Bianconiglio,siamo schiacchiati da un orologio che finisce per essere la cifradelle nostre esistenze, affamato di desideri, di vite e diaspirazioni, per nutrire gli interessi di qualcun’altro.

Perquesto rivolgiamo a tutti e tutte un accorato appello per lericerche.

Dov’è il Bianconiglio? Se lo vedi, seguilo!

Sperando magari che – ancora una volta – possa condurci asvelare inganni ed aprire gli occhi nelle realtà che attraversiamo,contro chi ci ruba il tempo.

Segui il Bianconiglio.

ComeNeo alla scopertà della realtà, come Alice addormentata e curiosa.

Allascoperta di una università in crisi dietro le finzioni diFrati.
Alla scoperta di una università autogestita emeravigliosa.

>>FOLLOW THE WHITE RABBIT! <<

Co.M.Uni.A.cospirazionemetropolitana per l’università autogestita -(SapienzainOnda)

 

 

 

http://www.youtube.com/watch?v=LuTr2sKIor4

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L’Onda non ammette recinzioni

Giovedì, durante la visita del Colonnello Gheddafi alla Sapienza,
abbiamo visto una città universitaria irriconoscibile. Percorsi
obbligati tracciati da transenne, polizia in assetto antisommossa
ovunque, controlli e perquisizioni ad ogni accesso, divieti ed
imposizioni arbitrari ed insensati, l’atteggiamento arrogante di agenti
in divisa e oscuri figuri in borghese ed infine le cariche ricevute
mentre con gommoni e vernice mettevamo in scena la straziante vicenda di
migliaia di migranti che attraversano la  Libia e il Mediterraneo per
tentare di arrivare in Europa.

Uno spazio che viviamo e attraversiamo ogni giorno, e che ci appartiene,
è stato sottratto per esserci restituito segnato dalla mano pesante
della sorveglianza e del controllo.

Sappiamo, però, che l’estremismo manifestatosi ieri è in perfetta
continuità con le politiche di gestione dello spazio universitario
praticate da Frati, meno appariscenti, ma indistinguibili per senso e
contenuto, e con le tendenze politiche generali in materia di sicurezza.
Una politica normalizzatoria strisciante, quella di Frati, a cui fanno
eco le direttive anti-studenti del rettore di Roma3, che – più
selvaggiamente -  solo qualche giorno fa sequestrava due facoltà e le
consegnava all’occupazione militare di polizia e carabinieri, per
impedire a tutti di riunirsi e vivere liberamente fuori dai suoi diktat
le proprie facoltà.

Forse tutto questo è una prefigurazione di un futuro prossimo sperato da
qualcuno.

Noi non ci stiamo, non ci siamo mai stati.
Uno schieramento militare, quello di giovedì, intollerabile: la città
universitaria sembrava richiamare quelle piazze di atenei greci e
italiani presidiate dai militari fascisti. Un’immagine insopportabile di
oppressione, il richiamo della quale faceva ragionare gli scorsi rettori
sull’utilità di far entrare le forze dell’ordine dentro l’università a
reprimere il dissenso. Immagine che, a quanto pare, non spaventa
minimamente baron Frati, signore di ogni sopruso in nome della
speculazione. Il rettorucolo, infatti, nascondendosi dietro la libertà
d’espressione, invita a parlare un dittatore che usa i migranti e il
loro controllo come merce di scambio per ottenere finanziamenti e
investimenti dal governo italiano; lo stesso governo agli occhi del
quale cerca di accreditarsi, quale affidabile interlocutore e "gestore"
del conflitto all’università, il barone rampante. Il cerchio si chiude,
tutto torna.

La nostra azione quotidiana nell’università traccia invece un percorso
che è alternativo, che vuole vivere e far vivere l’università come luogo
di libero scambio e produzione di saperi e pratiche diverse, che
ridisegna continuamente lo spazio universitario in maniera incompatibile
con la logica del profitto e del controllo che incarna il barone Frati.

Non siamo disposti a tollerare ancora una volta una simile
militarizzazione fascista, non permetteremo che si affermi l’idea che si
possa recintare impunemente l’università, rendendo la vita impossibile
agli studenti, ogni volta che un barone decide di invitare il potente di
turno. *Chiediamo a chiunque, come noi, porti nel cuore la libertà e
l’incompatibilità a un’università fatta di esercito e controllo di
prendere parola pubblicamente.*

Frati un’Onda ti respinge!


OMNIA SUNT CO.M.UNI.A.
(cospirazione metropolitana per l’università
autogestita)

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PREFERIAMO DI NO

invito
alla discussione per l’assemblea di movimento del 6 maggio

Governi
nazionali e governi accademici hanno stretto un nuovo patto:
cospirano per normalizzare i modi di vita nell’università e nella
metropoli. Normalizzazione che si esplica in primo luogo attraverso
la soppressione degli spazi liberati di autogestione che precari e
studenti vivono e vivificano. Sono questi i luoghi in cui la
resistenza diffusa coagula prendendo la forma di un corpo collettivo,
molteplice. Quello stesso corpo che poi si riversa per le strade
bloccando selvaggiamente i flussi di produzione. Ecco allora il
peccato da espiare: nel contesto della crisi chi si oppone
all’espropriazione praticata dai flussi di produzione capitalistica è
un criminale antisociale. Va escluso, marginalizzato ed additato.
Tanto meglio rientrare nei ranghi, chinare il capo e mettere il
proprio corpo, isolato e separato, al servizio della produzione. Ogni
altro atto, nella retorica dell’unità nazionale sdoganata dalla
crisi, è un atto autolesionista.

Preferiamo
di no!

La
verbalizzazione di questo no è l’espressione del nostro rifiuto. E a
partire da questo vogliamo costruire la cospirazione metropolitana
che sia in grado di mettere in gioco altri discorsi e altre pratiche.
Pratiche di conflitto e di liberazione immediata che non possono che
essere molteplici ed autonome. A partire dall’autonomia dei percorsi
vogliamo ragionare sulle nuove forme di libertà strappate, di
r-esistenza, di cooperazione che sappiano costruire convergenze
conflittuali e divergenze costituenti. Vogliamo immaginare come oggi
i conflitti che bruciano le città d’europa siano elemento
costituente nuove esperienze di autogestione, un’autogestione nuova
fondata sul rifiuto della crisi e delle sue forme tangibili, come i
corpi che si agitano dentro l’università parlino la stessa lingua
dei conflitti che attraversano le metropoli.

Vogliamo
costruire un pregresso di ragionamento comune, provare a tracciare
una linea di esistenza trasversale che sappia disegnare una nuova
frontiera della cooperazione sociale e dell’autogestione.


OMNIA
SUNT CO.M.UNI.A.
! (cospirazione metropolitana per l’università
autogestita)

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CIRCOLO DI WILLIS LIBERO!

Mercoledì
6 maggio gli studenti e le studentesse libereranno ancora una volta uno
spazio nel dipartimento di igiene. Dopo lo sgombero del Circolo di
Willis questa è la sola risposta che il governo Frati poteva ricevere:
tutti insieme, con gli studenti e le studentesse di medicina in
liberazione, per liberare il Circolo di Willis. 

Uno
spazio autogestito dove vivere altra socialità, praticare libertà e
produrre saperi in autonomia, per sfuggire alle maglie del controllo
operato dal governo dell’università, per resistere a chi ci vuole
ridurre a mere unità produttive. 

Per continuare ad essere ancora meravigliosamente incompatibili.

Dimostreremo per l’ennesima volta che insieme siamo inarrestabili ed imprendibili.

Segui le impronte e libera uno spazio!



APPUNTAMENTO H13 ALLA MINERVA



OMNIA SUNT CO.M.UNI.A.! (cospirazione metropolitana per l’università autogestita)

6_maggio

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29-04-09 : FESTA A IGIENE

Festa Mesta
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NESSUNO SGOMBERO PUO’ FERMARCI!

Colpo gobbo
all’istituto d’igiene. Da un giorno all’altro, la serratura del
circolo di willis, aula autogestita dagli studenti e dalle
studentesse, cambia magicamente. Il direttore del dipartimento,
DelPiano, comunica agli studenti che quell’aula non è più a loro
disposizione. Un atto intimidatorio chiaro e preciso, determinato dal
nuovo corso totalitario del rettore.

L’avevamo
già visto ad archivistica. L’avevamo capito quando lo stesso Frati
minacciava l’aula occupata a chimica. Ora, viviamo sulla pelle
l’annientamento nichilista progettato dal magnifico rettore delle
esperienze di autogestione, di produzione culturale e di conflitto
dal basso. Un piano di normalizzazione contrattato con lo stesso
governo: elimina ogni forma di dissenso e si potrà contrattare il
rifinanziamento della sapienza.

Avevamo
preso un’aula, durante l’autunno, per liberare uno spazio e
restituirlo alla città. Avevamo preso un’aula per poter costruire,
all’interno, percorsi alternativi e autogestiti di formazione,
produzione culturale, di ragionamenti e pratiche, per avere uno
spazio dove vivere una socialità diversa da quella gerarchica e
totalizzante che ci è imposta dentro l’università. Ogni giorno
subiamo processi di formazione e di educamento che mirano a trasformarci, in sei anni, a
unità produttive complete e domate. Avevamo liberato uno spazio per
sottrarci a questo annientamento, e per iniziare a produrre
un’università diversa. Nel circolo, da più di sei mesi, si sono
alternate tante iniziative: cineforum, laboratori di genere, seminari
autogestiti sulle norme anti-migranti previste dal pacchetto
sicurezza, assemblee degli studenti, feste, presentazione di libri. E
tanto altro avevamo in cantiere: corsi di sutura aut organizzati,
ambulatori gratuiti per migranti, e ancora tanto.

Il
circolo di willis ci è stato sottratto subdolamente: il direttore
DelPiano ha inventato nuove scuse per cancellare l’agibilità che
ci eravamo conquistati nell’autunno, e poi, la mossa finale: il
cambio della serratura. Come sempre, la parola di Frati dev’essere
l’ultima.

Non tollereremo
questa violenza. Il circolo di Willis era uno spazio pubblico di
autogestione, un’aula aperta a tutti e tutte che, come nelle altre
facoltà, produceva quella mareggiata che ha invaso le strade e
tutt’ora fa tremare i palazzi del potere.

Nessuno
può toglierci quello che ci spetta. Chiudere l’aula per lasciarla
vuota e inutilizzata è una mossa vigliacca ai danni di tutti.
L’istituto d’igiene ha molte aule vuote e inutilizzate, altre
fatiscenti. Non è un problema di “spazio”. La mossa fatta è
chiara: chiudere la bocca e far scomparire chi invece co/spira per
liberare l’università dalle catene del baronato, della produzione
di sfruttamento, dall’ingabbiamento dei desideri e dei bi/sogni.

Se frati credeva di
fermarci così semplicemente, se pensava che la sua facoltà, in
quanto suo feudo, sarebbe stata più arrendevole e pronta a chinare
la testa timidamente alzata, si sbaglia di grosso. Proprio per tutto
quello che abbiamo subito durante il suo governatorato a Medicina e
Chirurgia, restituiremo il colpo al mittente più forte.

Avviamo
sin da subito una campagna che ci riporti dentro la nostra aula. Una
campagna che faccia vivere, a igiene, tutto quello che è stato il
circolo di willis, in maniera selvaggia e senza preavviso. Sino al
giorno in cui ci riprenderemo lo spazio (tra breve), invaderemo
igiene con corsi, incontri e feste, a partire dalla proiezione del
documentario “Sanità a Cuba”, dei corsi autogestiti sui
Biomateriali in Medicina, e “Psichiatria è/e Psicoterapia”;
dalla proiezione di “Si può fare”; al corso di sutura aut
organizzato.

Non ci
rassegniamo a chiedere il permesso a rappresentanti (?) degli
studenti, a direttori o rettori per vivere e far vivere gli spazi
dell’università a modo nostro.

Insieme al resto
dell’ateneo e della città, costruiremo un percorso che ci
restituisca ciò che ci spetta, insieme risponderemo alle
provocazioni.

AUTORGANIZZAZIONE
DAPPERTUTTO!.

Chi pensa di
fermarci vedrà muoverci,
Chi pensa di zittirci sentirà urlare
la nostra rabbia.

OMNIA
SUNT CO.M.UNI.A! (cospirazione
metropolitana per l’università autogestita)

Studentesse e
studenti in mobilitazione di Medicina

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