Gli studenti ed i precari, all’interno della campagna "follow the white rabbit", indossavano maschere da coniglio – rappresentando la ribellione del Bianconiglio, stanco di subire tempi di vita impossibile e tentare di assecondare i desideri folli delle tante regine di cuori e determinato a riprendere spazi, tempi, desideri.
E’ stato esposto uno striscione di otto metri con scritto "i nostri tempi sono incompatibili alla vostra precarietà", denunciando il ruolo del consorzio SapienzaInnovazione (nel quale partecipa, fra l’altro, la "banca armata" UniCredit) nella privatizzazione del sistema universitario e della ricerca e nella diffusione della precarietà fra i giovani.
Sono state poi realizzate diverse scritte con la bomboletta spray sul muro dell’edificio, in viale regina elena di fronte alla città universitaria, con gli slogan "liberi tutti, da torino a roma" per
denunciare la gravissima operazione avviata dalla Procura di Torino nei
giorni scorsi e gli arresti di ieri degli studenti e degli attivisti
che, partendo dalla facoltà di architettura di roma tre, stavano
manifestando contro il g8.
Dopo l’accensione di diversi fumogeni, la occupazione degli uffici è stata interrotta e l’ingresso dell’edificio è stato simbolicamente chiuso, con nastro adesivo e nastro biancorosso.
Abbiamo voluto così portare le gabbie ed i recinti, con
i quali stanno tentando di contenere la nostra voglia di vivere e la
nostra rabbia, in uno dei luoghi responsabili della crisi e della nostra precarietà.
E’ il territorio d’Abruzzo controllato dall’esercito.
Sono le tendopoli nelle quali è vietato "parlare in piu’ di tre di fatti d’attualità".
E’
la città di Torino ed in particolare il popolare quartiere di
espropriata ai cittadini ed agli studenti per tentare di garantire lo
svolgimento di un illegittimo vertice internazionale dei rettori.
E’ la città di Roma, in questi giorni, dove si vorrebbero recintare (in
senso letterale, basti pensare alle "grate mobili") i manifestanti e
dove interi pezzi di città vengono chiusi per assecondare i comodi dei
governanti, come accaduto per Villa Pamphili in occasione del circo
allestito da Gheddafi
E’ il tentativo di togliere una parte di Vicenza ai vicentini, è il
tentativo di rubare la terra ai valsusini schierando le forze
dell’ordine.
E’
la città universitaria contornata dai reparti antisommossa e da
incredibili "tornelli" allestiti proprio per la visita di Gheddafi o in
occasione del tentativo di impedire agli studenti e le studentesse di
muoversi in corteo
"da torino a roma, voi sequestrate corpi e città – noi liberiamo spazi e tempi – liberi tutti subito"
Nessun recinto potrà fermarci.
Abbiamo iniziato a riprenderci tutto.
Liberi tutti. Liberi subito.
co.m.uni.a – cospirazione metropolitana per l’università autogestita (sapienzainonda)
